Si è tenuta lo scorso 6 ottobre alla Facoltà di Lettere dell'Università Tor Vergata di Roma, la presentazione del saggio La letteratura di Mediopolis di Michele Rak, volume dedicato ai mutamenti delle forme testuali causati dalla diffusione planetaria del sistema dei media. Con l'autore, sono intervenuti all'incontro: Raul Mordenti, docente di Teoria della letteratura; Roberto Arduini, giornalista del quotidiano l’Unità; Francesca Vannucchi, docente di Sociologia della comunicazione culturale. L'intervista all'autore realizzata da Tor Vergata TV
Nato a Roma nel 2008, il Festival della Letteratura di Viaggio giunge alla sua terza edizione con quattro giorni dedicati alle diverse forme di narrazione del viaggio, di luoghi e culture: dalla letteratura propriamente detta al cinema, dalla fotografia alla musica, dal teatro al fumetto, incrociando geografia e storia. Il tema di questa nuova edizione è "Verso Oriente, il Levante". Organizzato dalla Società Geografica Italiana e da Federculture, il festival si svolge principalmente in due luoghi: i giardini e il Palazzetto Mattei di Villa Celimontana, sede della Società Geografica Italiana, che in quei giorni si trasforma in una sorta di "casa del viaggio", accogliendo la maggior parte degli eventi previsti, e Palazzo delle Esposizioni, il più grande e prestigioso spazio espositivo interdisciplinare di Roma, che ospita la mostra Grande Venezia (carte geografiche di ieri e fotografie di oggi riguardanti l'area di influenza di Venezia di un tempo) e la rassegna cinematografica del festival dedicata a Gabriele Salvatores.
Il programma
Roberto Arduini recensisce il nuovo saggio del prof. Michele Rak e lo intervista a proposito di generi, target e pratiche di lettura.
Di seguito l'articolo completo apparso su L'Unità il 30 luglio 2010 a pag. 41.
Parole, frasi, romanzi. Non è possibile neppure osservare e ricostruire la storia della letteratura come è stata scritta negli ultimi dieci anni con gli strumenti d’analisi usati nei cinque secoli precedenti che ci separano dall’invenzione della stampa. I generi letterati sono ormai infrastrutture fluttuanti. Le tradizioni locali sono discontinuamente alterate dalle interferenze e dalla pressione di nuove opere che provengono da nicchie culturali remote e disperse sul pianeta e pronte a entrare in gioco nei canali del sistema dell’informazione.Il linguaggio letterario è pervaso dalla modellistica degli altri linguaggi d’arte e sempre più sensibile ai contatti con qualsiasi altro testo di comunicazione. Gli steccati tra le scritture tecniche e le arti sono sempre più labili, indefiniti, provvisori. Altrettanto provvisoria è l’immagine del referente sociale della letteratura, il lettore, che – in ogni istante del suo quotidiano percorso formale – usa indifferentemente questa insieme con molti altri e ben diversi modelli, testi, opere e icone della rappresentazione e della comunicazione. Ci viene in aiuto Michele Rak. Professore di Teoria e Critica della letteratura all’Università di Siena e direttore dell’Osservatorio permanente europeo sulla lettura, Rak ha ben illustrato come non esista-no più i tradizionali generi letterari, scalzati da nuovi campi dell’immaginario ideati dal marketing. Un suo studio appena pubblicato, La letteratura di Mediopolis per la Fausto Lupetti editrice (184 pagine, 16 euro), mostra come l’editoria tenda a confezionare e adottare una tipologia di scrittura letteraria lavorando piuttosto sui «target» che sui generi. Gli editori li hanno confezionati interpretando i bisogni e i desideri del «cliente», sincronizzati sulle suggestioni che provengono dalla cronaca: delitti, guerre, religioni, etnie, malattie, gossip e molto altro ancora. Niente di più o di diverso dalla produzione di altre merci. «Si tratta di elaborare nuovi strumenti per capirle, prevederle e, nel caso, favorirle», scrive Rak. È un’operazione molto complicata dato che i gruppi di riferimento hanno un’alta mobilità, i generi sono instabili e nel sistema irrompono continuamente generi nuovi come i micro-testi narrativi degli spot pubblicitari. Perché, spiega Rak, «vale anche per i generi la regola degli scacchi: qualsiasi mossa modifica tutto il campo del gioco». Le suggestioni del testo sono notevoli e con molte diramazioni che si possono seguire. Nella cultura mediale in cui siamo ormai immersi da tempo, scrive l’autore, «dell’unica catastrofe già avvenuta, quella della scrittura lineare, nessuno scrive». Quel che sopravvive è una galassia di sensazioni, attimi di scrittura vissuta, oltre ai neologismi di cui è pieno il libro, in qualche caso di estrema attualità (la “Krikka”). Così, nel Trillennio la letteratura è quella del divertimento. Quell’atteggiamento distratto, momentaneo, casuale con cui il lettore della cultura mediale, districandosi tra le sirene testuali e le droghe semiotiche, usa anche la letteratura. Ma arrivati in fondo si scopre che si legge in una galleria che il lettore percorre a crescente velocità mentre sui muri o davanti agli occhi o su cartelli laterali vengono disposti frammenti testuali di tutti i tipi, sempre meno organizzati in opere, generi e scaffali dei classici. Cosa rimane? Un flusso, un esercizio di fuga, una devianza. E una consapevolezza. Che servano altri strumenti per una nuova teoria della letteratura.
Giunto alla sua V edizione, torna il Festival Cinematografico Cinema e Ciociaria, che si terrà dal 7 al 12 settembre 2010 presso la Villa Comunale di Frosinone. Il Festival, preannunciano gli organizzatori, proporrà un calendario ricco di iniziative con anteprime, una mostra, incontri e grandi ospiti. Tra gli attori che hanno confermato la propria presenza, Paolo Briguglia, protagonista di Ma quando arrivano le ragazze? di Pupi Avati, e Antonello Fassari personaggio di punta della serie tv I Cesaroni. Nell'ambito delle iniziative del Festival, alcuni workshop dedicati alla settima arte, come quello dedicato al rapporto tra cinema e videogiochi, in cui sarà possibile incontrare studiosi e professionisti del settore cinematografico. Il Festival Cinema e Ciociaria è organizzato dall’Associazione Società del Cinema Nino Manfredi, con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Frosinone e del Comune di Frosinone e con il sostegno della Banca Popolare del Frusinate.
A partire dal recente documentario sull'editoria "Senza scrittori" di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi, dalle colonne de Il Manifesto Gilda Policastro torna ad affrontare il tema del rapporto tra qualità editoriale e vendite. L'articolo, apparso il 20 luglio sul quotidiano, viene riproposto dal blog Lipperatura ed accende le polemiche e i commenti dei protagonisti chiamati in causa.
"Conclusa la stagione dei premi letterari, parte quella dei festival: l’occasione per riflettere sugli uni e sugli altri è il recente documentario di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi, Senza scrittori (prodotto da Rai Cinema), un’indagine che da premi e festival muove, mostrandone dall’interno alcuni tra i più noti passando dal Ninfeo di Villa Giulia, sede storica del Premio Strega, al Festival di Mantova, e sbarcando infine, provocatoriamente, alla Stazione di Topolò, in Friuli, dove da più di dieci anni ha sede un anti-festival di poesia eco-compatibile, ovvero con pochi ospiti scelti, alloggiati presso le case degli sparuti abitanti del paese. Un’indagine, quella di Cortellessa e Archibugi, ricca di informazioni e totalmente disincantata, che a partire dal «basso-materiale» sviscera i meccanismi e i parametri economici in base ai quali si regolano la produzione, la distribuzione e le vendite (il libro come merce in un sistema produttivo, cioè), oltre che la costruzione delle delle dinamiche del consenso (il libro come prodotto in un contesto concorrenziale).
Il resto dell'articolo e i commenti su Lipperatura.
Aspettando la nuova edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria. Il video Noi che leggiamo, realizzato dall'Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura, racconta la passata edizione della Fiera PiùLibri PiùLiberi e lancia la prossima, prevista dal 4 all'8 dicembre 2010 al Palazzo dei Congressi di Roma. Testo e regia sono di Michele Rak. Riprese e montaggio di Alessandro Mancini. Musiche di Daniele Gatti e Luca Marucci. La canzone Turn me on è scritta ed eseguita dai Neutrons.
Un ringraziamento speciale a Fabio Del Giudice, Direttore della Fiera PiùLibri PiùLiberi
Evento della comunicazione d'impresa e pubblica che si terrà il 15 e il 16 giugno 2010 all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Il programma prevede due giorni di incontri e di lavori in cui imprenditori, top manager, comunicatori e opinion leader affronteranno i temi legati al mondo della comunicazione; per capire come cambia, dove sta andando, e quali forme è destinata ad assumere. La partecipazione al Forum è gratuita, previa iscrizione.